La ricerca economica e finanziaria di CLIFF SGR
Il CLIFF SGR Research Center raccoglie l’attività di ricerca economica e finanziaria promossa da CLIFF SGR S.p.A., gestore italiano di fondi di private debt autorizzato e vigilato dalla Banca d’Italia e dalla Consob. La ricerca è parte dell’oggetto sociale della SGR e nasce dall’osservazione diretta del mercato: il credito alle imprese, le garanzie pubbliche, gli strumenti previdenziali e l’allocazione dell’informazione tra autorità e mercato.
I lavori sono resi disponibili in accesso aperto, con i dati e il codice necessari a riprodurne i risultati, e vengono presentati e discussi in convegni accademici internazionali. L’obiettivo è contribuire al dibattito di politica economica con evidenze quantitative, verificabili e utili a chi decide.
Pubblicazioni e working paper
Public Credit Guarantees, Financial Frictions, and Macroeconomic Stabilization: Evidence from Italy in the 2020–2022 Emergency Period
Christian Lamonaca, 2026. Presentato alla International Conference on Banking and Financial Studies (ICBFS 2026), Università di Parma.
Public Transparency or Selective Disclosure? Strategic Information Allocation between Monetary and Macroprudential Authorities
Christian Lamonaca, 2026. Working paper.
Un Framework Quantitativo per la Progettazione di Strumenti Previdenziali Intergenerazionali
Christian Lamonaca, 2026. Working paper.
Volume. AI Revolution in Finance, a cura di Christian Lamonaca e Andrea Vivoli, Cambridge Scholars Publishing — in corso di pubblicazione.
Podcast — CLIFF SGR Research Center in tre minuti
Ogni episodio racconta in pochi minuti un lavoro di ricerca del Research Center, con un linguaggio accessibile e i numeri del paper. Le voci sono generate con intelligenza artificiale a partire da un copione redatto sul paper e verificato dall’autore.

Episodio 1 — Il salvadanaio previdenziale
Un contributo pubblico alla nascita, investito per sessant’anni, può diventare un’integrazione pensionistica? Che cosa pesa di più: il tempo, i rendimenti o i costi? E per lo Stato conviene un conferimento unico o un contributo annuale? Le risposte dal paper Un Framework Quantitativo per la Progettazione di Strumenti Previdenziali Intergenerazionali.
Durata 5:22 · Scarica l’episodio (MP3)
Trascrizione dell’episodio 1
Giulia: Benvenuti a “CLIFF SGR Research Center — in tre minuti”, il podcast che racconta in modo semplice la ricerca economica e finanziaria promossa da CLIFF SGR, gestore italiano di fondi di private debt, autorizzato e vigilato dalla Banca d’Italia e dalla Consob. Io sono Giulia… e con me, come sempre, c’è Marco.
Marco: Ciao Giulia, ciao a tutti. Allora, oggi abbiamo un tema che… beh, tocca chiunque abbia un figlio piccolo, o un nipote.
Giulia: Eh sì. Nel dibattito sulla legge di Bilancio 2027 è entrata la proposta di un libretto di risparmio per i nuovi nati, alimentato dallo Stato, che accompagna il bambino fino alla pensione. Lo chiamano “salvadanaio previdenziale”.
Marco: Salvadanaio previdenziale. Bel nome, devo dire. E il tema è al centro di un lavoro di ricerca di Christian Lamonaca, amministratore delegato di CLIFF SGR, giusto?
Giulia: Giusto. Ha costruito un modello quantitativo per capire come progettare bene uno strumento del genere. E per intenderci: la proposta di cui si parla prevede un contributo pubblico di circa mille, milleduecento euro l’anno, fino a quando il ragazzo entra nel mondo del lavoro.
Marco: Mille euro l’anno. Mah… detto così non sembra tanto, no?
Giulia: Infatti. Ed è proprio qui che entra il primo risultato: il tempo.
Marco: Vai.
Giulia: Il paper confronta tre scenari a parità di versamenti: 1.200 euro l’anno per 60 anni, quindi 72.000 euro in tutto. Se quel denaro resta su uno strumento monetario, senza rendimento reale, alla fine ti ritrovi… più o meno i 72.000 euro che hai versato.
Marco: Ok, quindi zero. Niente di più, niente di meno. E se invece viene investito?
Giulia: Qui cambia tutto. Con un rendimento reale prudente del 4 per cento, il montante finale è di circa 286.000 euro in termini reali.
Marco: Aspetta, aspetta. Quasi quattro volte quello che hai versato?
Giulia: Quasi quattro volte, sì. E con il 5,5 per cento si arriva a circa 520.000 euro: oltre sette volte. È l’effetto della capitalizzazione composta su sessant’anni. Il tempo fa il lavoro… ma solo se il capitale è messo in condizione di crescere.
Marco: Mm. Però, Giulia, un orizzonte così lungo comporta anche del rischio, eh. Sessant’anni sono tanti.
Giulia: Sono tanti, sì, e il paper lo tratta. Presenta i risultati come mediane, con dei percentili di stress, e propone un percorso “life-cycle”, cioè una riduzione graduale dell’esposizione azionaria nell’ultimo decennio prima della pensione.
Marco: E il rischio di perderci, alla fine?
Giulia: Nel caso base, la probabilità di una perdita reale a sessant’anni è di circa il 2 per cento.
Marco: Due per cento. Va bene, mi tranquillizza. Secondo risultato: i costi. E qui, immagino, arrivano le sorprese.
Giulia: Arrivano, sì. Su sessant’anni i costi si capitalizzano esattamente come i rendimenti. Un costo annuo dell’1 per cento… uno, eh… assorbe circa il 45 per cento del montante finale.
Marco: Quasi la metà. Per un uno per cento l’anno?
Giulia: Quasi la metà. E all’1,5 per cento si arriva vicino al 60. Per questo il paper dice che il livello delle commissioni è un parametro di disegno dello strumento, non un dettaglio da negoziare dopo.
Marco: Chiaro. E per lo Stato? Che cosa cambia tra un contributo unico alla nascita e un contributo ogni anno?
Giulia: Cambia molto. Un conferimento una tantum alla nascita ha un costo noto e stabile fin dal primo anno, e decresce con la denatalità. Un contributo annuale ripetuto, invece, genera una rampa di spesa: ogni anno si aggiunge una nuova coorte alle precedenti, e il costo cresce per decenni.
Marco: Quindi il conferimento unico è più efficiente per euro di spesa pubblica. Fine della storia?
Giulia: Non proprio, e il paper è onesto anche su questo. Da solo, in ipotesi prudenti, garantisce un’integrazione pensionistica modesta: nell’ordine di 2.500 euro l’anno di rendita, nel caso base.
Marco: Quindi è un nucleo. Non una soluzione completa.
Giulia: Esatto: un nucleo, che la famiglia e poi il lavoratore devono poter continuare ad alimentare. E c’è anche un aspetto educativo, che non è secondario: uno strumento che nasce con la persona rende visibile fin da piccoli il valore del risparmio e della previdenza.
Marco: Quindi, se ho capito bene… la ricerca non dice “no” alla proposta.
Giulia: No. Le dà una base quantitativa per renderla più efficace e più sostenibile. Tutto qui… che poi non è poco.
Marco: Non è poco, no. Grazie Giulia. Il paper è disponibile in accesso aperto: trovate il link nella descrizione. Le opinioni espresse sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di CLIFF SGR o dei suoi clienti; questo podcast non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Grazie per l’ascolto, e alla prossima.
Convegni e collaborazioni
ICBFS 2026 — International Conference on Banking and Financial Studies, Università di Parma, settembre 2026: presentazione del paper sulle garanzie pubbliche al credito nel periodo 2020–2022 e partecipazione come discussant nella sessione dedicata a banche e finanza.
Il Research Center dialoga con università, centri di ricerca e società scientifiche internazionali, tra cui la rete di ISAFE (International Society for the Advancement of Financial Economics), per sviluppare progetti congiunti, seminari e opportunità per studenti e giovani ricercatori.
Nota. Le opinioni espresse nei lavori di ricerca sono degli autori e non riflettono necessariamente quelle di CLIFF SGR S.p.A. o dei suoi clienti. I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e di ricerca e non costituiscono consulenza finanziaria, raccomandazione né sollecitazione all’investimento. CLIFF SGR utilizza strumenti di intelligenza artificiale come supporto alla ricerca e alla comunicazione; i risultati, i numeri e le conclusioni sono verificati dagli autori.
Contatti del Research Center: info@cliffsgr.it